15 ottobre 2012

Young & Talented #2_ Yojiro Kake

l'installazione di Yojiro Kake
Buon inizio settimana a tutti quanti. Il lunedì è sempre tragico e questo tempo piovoso e grigio non aiuta di certo.
Per tirarvi (e tirarmi) su il morale, ho deciso di presentarvi uno stilista emergente davvero talentuoso e abile nel creare suggestioni attraverso i volumi.
Lui è Yojiro Kake, 29 anni, nato ad Osaka. Dopo essersi diplomato in Giappone ed aver lavorato per qualche tempo al fianco di una stilista locale, consumato dal desiderio di sprigionare la sua creatività e mettersi alla prova come stilista, è venuto in Italia e si è laureato al Polimoda.
Proprio il celebre Istituto Internazionale di Fashion Design & Marketing lo ha scelto come nuovo Polimoda Talent, un progetto che si impegna a promuovere gli ex allievi dell'istituto che si sono distinti per creatività e bravura.
Il primo Polimoda Talent era stato lo svedese Erïk Bjerkesjö (di cui vi ho parlato in questo post), seguito dagli shoe designer Gianluca Tamburini, terzo classificato all'ottava edizione di Who's on next?, e Andreia Chaves, protagonista del progetto LIMITED/UNLIMITED ideato e voluto da Silvia Venturini Fendi per rappresentare la nuova anima di Altaroma.

Dopo 3 successi come questi, anche il quarto Polimoda Talent non poteva che dimostrarsi un'eccellenza, sia per il Polimoda, sia per la categoria dei giovani emergenti nel settore moda.
La collezione proposta da Yojiro Kake si distacca dall'eleganza dei capi di Erïk Bjerkesjö e dalla femminilità portata all'eccesso da Gianluca Tamburini.
La collezione di Kake è, infatti, composta da capi che solo timidamente rimandano alla loro femminilità e si concentrano piuttosto su strutture e costruzioni complesse. Giochi di sovrapposizioni di tessuti, di fantasie diverse e di contrasto tra i colori, danno così vita a volumi corposi e movimenti drammatici, a tratti scenici.
Per la sua collezione, Kake ha tratto ispirazione dal film giapponese di Atsu shi Urabe, Heartless.
La storia racconta di un uomo che non si dà pace dopo la scomparsa della figlia. Il dolore lo porta a perdere tutto e a diventare un senzatetto. L'unica cosa che gli dia conforto è un fazzoletto appartenuto alla figlia.
La sua condizione di homeless, inoltre, vanifica anche ogni suo tentativo altruistico e, proprio a causa di questa, la morte lo accoglie solo e disperato. Nonostante l'esistenza infelice e disperata, tuttavia la possibilità di ricongiungersi finalmente alla figlia amata lo farà morire sereno.
Quanto al fazzoletto, rimane sulla strada, calpestato e ignorato dai passanti, metafora dell'indifferenza riservata all'uomo stesso, quando era in vita.
Ispirandosi ad Heartless, Yojiro Kake ha utilizzato l'immagine iconica del film, il fazzoletto appunto, per costruire capi che rimandino all'osservatore le sensazioni di dolore, perdita, ma anche di speranza provate dal protagonista del film. Quanto ai giochi di luce, ombra e movimento che si dipingono sugli abiti, da parte dello stilista c'è un rimando all'opera dell'artista americana contemporanea Miwa Matreyek.
dettaglio della giacca realizzata con pezzi di lattine
una creazione di Kake indossata - ph. courtesy of Yojiro Kake
la giacca con pezzi di lattine - ph. courtesy of Yojiro Kake
la sfilata di fine corso al Polimoda di Yojiro Kake - ph. courtesy of Yojiro Kake

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18 commenti:

  1. Senza dubbio unici e originali.

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  2. Ma è stranissima .....Kiss Marcella

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    1. Certamente è diversa rispetto a ciò a cui siamo abituati :)

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  3. Risposte
    1. Mi fa piacere che tu l'abbia apprezzata ;)

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  4. Ehm...io a dire la verità questi non li capisco... dov'è il talento nel creari abiti...che di abiti non hanno nulla?!

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    1. Dire che "di abiti non hanno nulla" non è corretto. Per questa collezione i ragazzi impiegano 3 anni, partendo dalla ricerca di tessuti e materiali, passando per la costruzione dell'abito su mussola (per imparare a creare le forme e i volumi), fino alla realizzazione della collezione vera e propria. Non è certamente qualcosa che trovi in una boutique o in un negozio di fast fashion, ma questa è vera moda. Estro, un pizzico di follia. Qualcosa da ammirare, non per forza da indossare ;)

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    1. Thanks Georgia for being among IMV followers ;)

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  6. Di quella serata mi ha sorpreso tantissimo una cosa: quando ho parlato con il designer, ho iniziato a fargli domande in inglese. Lui mi ha fermato chiesto se potessi parlare italiano perché si sentiva più a suo agio. E' da dettagli come questi che si capisce il significato dell'espressione mettersi in gioco. Lui è venuto in Italia e si è imparato l'italiano e sappiamo benissimo che non tutti gli studenti di moda lo fanno.
    PS: Sono sempre più curioso di vedere il film che lo ha ispirato!!!
    ;)
    Alessandro - http://www.thefashioncommentator.blogspot.it

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    1. Anch'io voglio vedere il film, anche perché adoro gli sceneggiatori e i registi asiatici. Hanno una pacatezza ed un'eleganza atemporale.
      Quanto a Kake, ha stupito anche me. Gli ho chiesto se preferisse parlare in inglese (di solito lo parlano come la lingua madre) e invece mi ha detto di preferire l'italiano. Ho apprezzato la scelta e lo sforzo!

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In Moda Veritas | Fashion with a bit of irony ♡

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