16 aprile 2014

Rising Talents || Vladimiro Gioia F/W 2014-15

Ci sono casi in cui una collezione è talmente bella che, anche se persone molto più qualificate di te ne hanno già scritto sulle più importanti riviste del mondo, anche se l'ha già vista chiunque, anche se tutti ne hanno sentito parlare allo sfinimento, non puoi fare a meno di dire la tua.
E poi ci sono casi in cui lo stilista è talmente affascinante e talentuoso, che senti il bisogno di parlare di lui prima che della sua collezione.
Per me è stato il caso di Vladimiro Gioia: ho ricevuto l'invito per la presentazione della sua linea durante la MFW, ma per mancanza di tempo non sono riuscita ad andare.
Pochi settimane dopo, mentre sfogliavo Vogue, me lo ritrovo lì: una campagna dall'allure seducente e misteriosa, tre modelle con indosso tre capi della linea F/W 2014-15 di Vladimiro Gioia.
Va da sé che quando ho ricevuto l'invito al press day, non me lo sono fatto ripetere due volte.
Sono stata ripagata della decisione in tre modi diversi e ora ve li racconto.

Prima di tutto la collezione: comunque la pensiate sulle pellicce, è innegabile che Vladimiro Gioia sia un genio creativo e un maestro nel suo mestiere. Ha un uso del colore che di rado ho visto negli altri designer: non solo ha un senso del colore stesso fenomenale, ma ha la dote piuttosto rara di essere capace di unire, accostare, mixare tonalità di colore che a prima vista diresti "No, è follia!", ma poi le vedi sul capo e... funzionano! È impossibile non innamorarsi dei disegni, degli intarsi, dei giochi che riesce a creare. Io sono rimasta completamente affascinata, ma non mi dilungo oltre e lascio giudicare a voi.
Seconda cosa: il regalo più grande che si possa ricevere facendo il mio mestiere è quello di conoscere il designer, la mente creativa che ha partorito la collezione. Penso che sia un'esperienza unica, seconda solo appunto al poter riempirsi gli occhi di bellezza grazie ad un'opera: che sia moda, arte, musica, cibo...

Vladimiro Gioia è quella che si definisce una bella persona: dapprima timido, chiuso, introverso, ti accoglie con un sorriso fugace, ti scruta con garbo e ti osserva per capire cosa vortichi nella tua testa mentre studi la sua collezione. Poi, esattamente come un fuoco d'artificio, che viene scagliato nel cielo ed esplode in tutta la sua meraviglia, basta poco e anche lui si schiude rivelandosi in tutto il suo intimo essere.
Una persona raffinata, colta, intelligente, delicata e gentile, ma che rivela anche un doppio cocciuto, testardo, motivato e mosso da una passione irresistibile.
Ha avuto un inizio burrascoso: viene da una famiglia di pellicciai. Il suo destino era segnato, ma lui voleva distinguersi pur rimanendo fedele alla tradizione familiare. Dunque scegliere di osare col colore. Chiunque in famiglia è pessimista: gli dicono che il mercato non è ancora pronto per una cosa del genere, che gli daranno del pazzo, che si è spinto troppo oltre.
Lui è preoccupato, ma c'è quella voce dentro che gli dice che è la strada giusta. Poi arriva Vogue e tutta la giostra della moda. E il resto diventa storia.
Ho ascoltato con rispetto e ammirazione mentre raccontava degli inizi, delle paure che turbano i sogni di ogni designer emergente, della voglia di affermarsi e distinguersi, di riuscire ad avere una voce.

Ci siamo confrontati anche sulla questione spinosa delle pellicce e dell'uso di stoffe animali, di come l'opinione pubblica sia divisa e di come gli animi si infervorino in merito.
Personalmente ritengo che il rispetto debba essere alla base: ognuno deve essere libero di pensarla come vuole. Così come una persona rispetta chi è contro le pellicce, in egual maniera un altro deve rispettare chi è a favore.
Si può dissentire, ma sempre con eleganza. Sono una persona che non disdegna le alternative eco, però non mi ritengo nemmeno di quelle che se ne ricevesse una vera in regalo (come è già successo), si scandalizzerebbe indignata.

Accetto e rispetto chi dice no alle pellicce vere e chi si batte in difesa della sua causa, purché la persona in questione sia vegana, indossi esclusivamente abiti in materiali organici, usi prodotti cruelty-free, non faccia uso di medicinali (visto che sono testati sugli animali) e non abbia nulla, in casa o nell'armadio, che sia realizzato in pelle.
Se c'è una cosa che non tollero è l'ipocrisia: di norma chi dice che è contro le pellicce, lo dice perché va di moda dirlo. Sicuramente ai piedi e al braccio avrà scarpe e borsa di pelle, userà prodotti testati e mangerà carne. Dunque un visone o una volpe hanno più valore di un agnello o una mucca?
Inoltre, parlando con lo staff di Vladimiro Gioia, che conveniva sul mio punto di vista, ho scoperto che gli stilisti che usano pellicce e pellami veri sono i primi a fare beneficenza a favore della protezione di specie a rischio d'estinzione o per salvaguardare l'ambiente e gli ecosistemi.
Insomma: ennesimo caso in cui prima di aprire la bocca, si dovrebbe contare fino a 10, 100, 1000!

Il terzo regalo me lo hanno fatto i pr. O, meglio, sono stati i pr. No, non mi sono portata a casa come omaggio un pr (anche se ce n’era una, Chiara, che era un concentrato vitaminico adorabile), ma ho avuto tempo di parlare e scherzare con loro e vi assicuro che un gruppo tanto affiatato, professionale, in grado di metterti a tuo agio e al tempo stesso spiegarti le collezioni non l’avevo mai trovato.
Molti forse ignorano o sottovalutano quest’aspetto, ma per me l’approccio con lo staff che si occupa di curare il brand e le pubbliche relazioni è fondamentale: è la vetrina del brand stesso. Non è mai successo - e credo che mai capiterà - che se un pr mi fa una cattiva impressione, io poi dia comunque spazio nel mio blog al brand per cui il pr lavora. Mi spiace, forse sarò limitata mentalmente, ma i rapporti umani per me sono alla base, anche nell’era digital.
Perciò è stata una grande gioia essere accolta da un team unito, preparato e in grado di farmi sentire apprezzata per il lavoro che svolgo.
Uno dei migliori viaggi a Milano degli ultimi tempi, di quelli che ti lasciano un grande sorriso e ti fanno pensare: “Ne è valsa veramente la pena”.


Un ringraziamento doveroso va quindi a Vladimiro Gioia, sia come persona che come stilista, e a tutto il suo team perché mi hanno fatto sentire a casa. Alla prossima!


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6 commenti:

  1. Quante proposte a dir poco favolose!

    Bisous,
    Mia ♡

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  2. Per me le pellicce sono molto anni 80 e per niente fighe...
    ciao!
    www.agoprime.it

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  3. La collezione del prossimo inverno di Valdimiro è strepitosa io volevo provarmi tuttooooo! Cioè qui della maestria nell'intarsio pazzesca...e poi i colori!!! Concordo pienamente sui complimenti allo staff e mi aggiungo: Maria Chiara, poi, è davvero fantastica

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  4. Sicuramente il contatto umano è alla base di tutto, il fatto che i pr si siano rivolti in maniera attenta a te e a tutte le persone del press fa la differenza e ovviamente conoscere il designer è sempre un'esperienza stupenda!
    Per quanto riguarda la collezione dalle fotografie viste mi piace molto, io, non che sia Crudelia Demon, ma ho alcune cose in pelliccia e quindi non posso negare che mi piacciano. Il discorso sull'utilizzo o meno di pellicce vere lo condivido, ma questo lo sai già perché ci è già capitato di parlarne a voce.

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

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  5. Ho ricevuto la cartella stampa ed ho apprezzato appieno la collezione: fantastica. Riguardo quello che scrivi tu, sui pr, sai bene che da qualche mese sono passata anche io dall'altro lato e ti posso garantire che hai perfettamente ragione e che anche io la penso come te: mai darò spazio ad un brand i cui pr sono stati scortesi nei miei confronti. Perché? Perché il pr fa le veci del brand e mi spiace ma certi brand hanno scelto proprio le persone sbagliate dalle quali farsi rappresentare. Mi fa piacere ti sia trovata bene, un team da conoscere, insomma :)
    Un abbraccio!
    Nunzia ♡ ENTROPHIA.IT

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  6. Non amo particolarmente le pellicce, ma apprezzo lo stile e l'originalità :)

    The Cutielicious
    http://www.thecutielicious.com
    Federica

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In Moda Veritas | Fashion with a bit of irony ♡

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