25 agosto 2014

Costume Colloquium IV: Colors in Fashion

"Il colore soprattutto, forse ancor più del disegno, è una liberazione." - Matisse

Nella moda, come nell'arte, il colore è un potente mezzo espressivo, capace di veicolare all'esterno sensazioni, emozioni e pensieri.
Non soltanto rende tangibile l'idea di uno stilista o di un pittore, ma è in grado anche di riflettere i cambiamenti della società in cui viviamo e ci muoviamo, le rivoluzioni, le prese di coscienza, i mutamenti. Ai colori associamo anche i vari momenti della vita quotidiana e il nostro umore. Molto spesso un colore può avere un significato opposto oltreoceano (ad esempio in India e Cina le spose si vestono di rosso e non di bianco come in Europa, poiché quest'ultimo è il colore del lutto).
Insomma il colore non è semplicemente una mera tonalità di giallo, verde o viola: prima di tutto, è un modo di essere.

Per questo motivo la Fondazione Romualdo Del Bianco, in collaborazione con l’Associazione Amici della Galleria del Costume di Palazzo Pitti, organizza dal 20 al 23 novembre a Firenze, Costume Colloquium IV: Colors in Fashion, una quattro giorni a contatto con alcuni fra i massimi esperti mondiali di moda e storia del costume, per approfondire l’evoluzione e il ruolo del colore in epoche e Paesi diversi.
La manifestazione, a cui parteciperanno studiosi ed esperti del settore, ma anche semplici appassionati di moda, prevede un calendario ricco di eventi ed appuntamenti, tra cui una visita esclusiva presso l’Archivio Emilio Pucci, autorità internazionale nella haute couture del colore, la tappa a Castelfiorentino per una visita privata al Museo Pucci e al talent center nella tenuta della famiglia a Granaiolo. Ancora, una visita e un cocktail da Ferragamo, la tappa al Teatro del Popolo e al Museo BEGO con i magnifici affreschi di Benozzo Gozzoli che offrono uno straordinario contesto storico per la comprensione del colore decorativo, senza dimenticare la straordinaria possibilità di vedere alcuni costumi preziosi e raramente esposti della collezione del Museo Stibbert di Firenze e la nuova installazione di abiti della Galleria del Costume di Palazzo Pitti.

Come emergerà durante la manifestazione, oltre all'arte pittorica e architettonica, che fa del colore le sue fondamenta, accanto all'utilizzo dei disegni e dei materiali più disparati, senza dubbio la moda e il design sono i principali campi in cui il colore è impiegato come mezzo espressivo con un ruolo centrale.
Basti pensare allo studio in psicologia dei colori che vengono associati ad altrettanti stati d'animo e quindi adibiti a differenti ambienti della casa: il verde e il blu, simbolo di tranquillità e pace, vengono impiegati per le camere da letto; il giallo, vivace e luminoso, riscalda la cucina; il lilla, così femminile e delicato, è uno dei colori preferiti dalle bambine per le loro camerette; infine il rosso e il bordeaux, simboli di passione e ardore, sono associati ai boudoir parigini.
Per quanto riguarda il design, il bianco (l'insieme di tutti i colori) e il nero (l'assenza di colore, il non colore per eccellenza) sono le tonalità preferite in un'ottica di gusto minimal, essenziale e pulito che è molto in voga di questi tempi. Largamente utilizzati anche per i complementi d'arredo, il bianco e il nero sono associati all'equilibrio, ad uno stile raffinato, chic e senza tempo.

La moda, non da ultima, da sempre ha fatto del colore il focus centrale delle linee dei designer.
Il colore è indicato e ricercato come uno dei trend principali (accanto a taglio, volume e stampe) nelle collezioni che sfilano in passerella. Non a caso l'azienda statunitense Pantone, leader nella catalogazione dei colori e della produzione del sistema di identificazione di questi ultimi, indica di stagione in stagione la tonalità che andrà in voga, con la certezza che il popolo della moda (addetti ai lavori e consumatori finali) seguirà fedelmente le direttive.
Per alcuni stilisti il colore è una sorta di secondo logo, per altri può essere il fil rouge di una collezione, altri ancora lo associano alle proprie origini, proprio come un profumo o un suono.
Ci sono tonalità di colore che hanno preso il nome di uno stilista, quasi fosse un patronimico: c'è il Rosso Valentino, il Blu Balestra, il Rosa Schiaparelli e il Bianco Biagiotti.
Coco Chanel, perfettamente in linea con la sua idea di liberare le donne da inutili costrizioni nell'abbigliamento, frutto di altrettante convenzioni sociali, sposò il nero che si abbinava benissimo ai suoi modelli alla garçonne degli anni Venti. Il nero è amato e celebrato anche dalla maison Givenchy, i cui tubini, indossati da Audrey Hepburn nei suoi film, sono diventati simbolo di un'eleganza senza tempo.

In attesa della nuova edizione di Costume Colloquium, vi invito a scoprire la manifestazione e ad iscrivervi al link www.costume-textiles.com.

8 commenti:

  1. Spero di potervi prendere parte perché penso davvero che l'argomento di quest'anno sia molto interessante! Inoltre i relatori sono davvero dei grandi esperti in materia e sarebbe molto bello poterli conoscere!

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

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  2. Un punto di vista ed un occhio esperto che raccontano di moda. Grazie Greta per questo tuo articolo!!!

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  3. Mi sembra un'iniziativa interessante da più punti di vista!
    Assolutamente non ne ero al corrente! Vado a visionare il link per saperne di più!
    (bellissimo post il tuo, e adoro anche la selezione di immagini che gli hai accompagnato!)

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  4. Trovo che sia un evento davvero interessante di cui non ero a conoscenza. Io ho sempre amato il colore e trovo che nella moda, come nell'arte più in generale sia un mezzo di comunicazione e d'espressione tra i più potenti col quale sperimentare. Bellissimo il tuo post, molto ben argomentato.

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  5. mi piacerebbe molto parteciparvi, bell' articolo !!!
    justnaturaltouch.com

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