9 luglio 2016

Giambattista Valli Haute Couture FW 2016-17 | Quando l'Alta Moda regala il sogno di un lusso accessibile

L'Alta Moda di Parigi è terminata, lasciando dietro di sé ancora una volta strati di organza e colpi di fulmine.
Come un film cult di cui conosci le battute a memoria, ma lo continui a vedere e rivedere correndo dietro alle farfalle nello stomaco che ti scatena e inseguendo il brivido lungo la schiena, sottopelle.
Non ho potuto seguirla come avrei voluto, ma ne ho avuto un assaggio grazie ad Instagram e Snapchat (in barba a chi rimpiange i bei tempi che furono senza social!)
Il finale del film, almeno per me, è sempre lo stesso.
La sfilata di Dior e Valentino le detesto tanto quanto amo alla follia quelle di prêt-à-porter; di Elie Saab vorrei tutto - e vorrei anche un tappeto rosso a Cannes su cui sfoggiarlo -; Armani conferma la sua ineguagliabile classe e raffinatezza e di Chanel, più che la collezione, mi entusiasma ogni volta la location. Karl, ma come fai!? Ne sai una più del diavolo!

E poi c'è un uomo, minuto e di nero vestito. Sorriso timido, umiltà, viso e mani segnati dagli anni di gavetta e i grani intorno al collo, con grande devozione, anche se di schiere di devote anche lui comincia ad averne parecchie.
All'anagrafe lo hanno chiamato Giambattista Valli. Per me è la ragione per cui la moda sarà sempre la mia ragione di vita.
Il chiodo fisso, l'occhio spalancato, come se aprirlo di più riuscissi a contenere più quantità di bellezza, la pelle d'oca, il groppo in gola, la voglia di esserci, le mani che fanno male dai troppi applausi e una lista di "Vorrei, ma non posso, ma un modo prima o poi lo trovo!" infinita.

Un amico e stimato collega, Alessandro, su Facebook ha scritto che quando c'è l'haute couture di Parigi chiunque, tuttologi e veri eruditi, spende discorsi triti e ritriti per raccontare le collezioni: "Bellissimo!", "Un sogno!", "Adoro!"
È pur vero che quando si tratta di fenomeni mediatici globali (settimane della moda, campionati di calcio, serie tv e talent show) gli italiani si riscoprono ogni volta intenditori, giornalisti, allenatori, chef e investigatori più bravi di Gil Grissom.
Mi risparmierò le frasi da comunicato stampa copia-incollato alla "La donna di Valli è leggiadra, sinuosa ed eterea. Femminile ma forte, contemporanea e modernissima. Sensuale ma con l'aria da bambina e la veste che strizza l'occhio al futuro, ma non dimentica il passato".

Però, Alessandro, concedimi di dire che la sfilata è stata davvero un sogno! Come si possono definire altrimenti quei metri di tulle e organza che incedono con leggerezza sulla passerella?
Quegli abitini che scoprono le gambe con raffinatezza e le maniche che sono di un'architettura perfetta da non sembrare umana? I richiami a Dior dei primi anni del New Look e le applicazioni floreali?
Solo durante l'Alta Moda, la massima espressione dell'arte, dell'estro, della creatività, l'essenza primordiale, genuina e vera della moda, possono avvenire magie: ad esempio, vedi sfilare davanti ai tuoi occhi look più portabili di sedicenti prêt-à-porter, che di "à porter" hanno solo il nome.
Solo Parigi può rendere tangibili i sogni.
In un sistema di mode, solo l'haute couture aveva la potenza e la possibilità di superarsi e lo ha fatto con maestria e semplicità sintetizzando e condensando il tutto in un'unica sfilata.
Valli l'ha svecchiata, l'ha resa futuribile ed estremamente attuale, contemporanea a questi tempi, regalando a quelli come me il sogno di un lusso accessibile. Veramente.

Se non è un sogno questo, non so come chiamarlo altrimenti.

Photos courtesy of Vogue.it


7 commenti:

In Moda Veritas | Fashion with a bit of irony ♡

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