26 settembre 2017

Donatella Versace: l'insostenibile bisogno di regnare

C'è chi nasce per regnare, chi lo fa per noia. Donatella Versace né l'uno, né l'altro: lei se l'è scelto per professione. O per meglio dire, se l'è ritrovato e non ci pensa proprio ad abdicare. Ha un insostenibile bisogno di regnare e pertanto si tiene stretta il trono.

A 20 anni dall'omicidio del fratello, Gianni Versace, lei lo celebra con una sfilata commemorativa durante la Milano Fashion Week: i capi cult, le stampe forti e lo stile pop art della maison vengono riproposti in chiave, si fa per dire, moderna e lo show si chiude col défilé di 5 top: Carla Bruni, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Cindy Crawdford e Helena Christensen, che in tutte le foto ha l'espressione di una che vorrebbe essere ovunque, tranne che su quella passerella, e che nel gruppetto vestito da Academy Awards, è quella che dimostra che il tempo passa per tutti.

Sia chiaro, non sono figa un alluce di queste donne nemmeno ora che ho 28 anni, figuriamoci tra vent'anni in che stato di decomposizione sarò.
La triste verità però è che la sfilata è stata un nostalgico revival degli anni '90, quando Gianni era un dio e un genio, e la sua trasgressione nel vestire e rendere belle le donne era solo equiparata dall'altro re della storia, Giorgio Armani, che trasgrediva a modo suo, mettendo i tailleur con i pantaloni alle donne, destrutturando le giacche e facendo innamorare tutte di Richard Gere.

In vent'anni che cosa ha fatto Donatella? Ci ricordiamo qualche pezzo "to die for", come dicono gli americani? Io mi ricordo le campagne di marketing, le pubblicità con le divinità, la Medusa che ora scompare, perché va di moda essere minimal e avere un profilo basso, ora impazza, perché le tendenze (e di conseguenza le folle di consumatori) vogliono i loghi ovunque, vedi Gucci o Louis Vuitton. Design rivoluzionari non pervenuti.

Forse se Gianni fosse ancora vivo, sarebbe sicuramente ancora al timone dell'area creativa, col fratello Santo presidente di Altagamma e all'amministrazione e Donatella indispensabile braccio destro, al marketing o alle pubbliche relazioni.
Lei è bravissima, straordinaria, per quello che riguarda il marketing, ma non ci raccontiamo che è una stilista, perché la moda è un'altra cosa.
Da vent'anni è tutto un riproporre, un rivisitare, un rievocare, ma creatività zero. Di Versace ci ricordiamo le atmosfere, gli show che fanno sentire la platea parte del tutto, le top model che aprono le sfilate, ma gli abiti sono rimasti fermi al 1997.

Il tempo passa: ce lo ricorda il volto di Helena Christensen, ce lo ricorda chi grida all'imperdonabile assenza di Linda Evangelista, di cui girano foto impietose in questi giorni, ce lo ricorda chi da 20 anni non butta niente, perché gli abiti vintage di Versace sono ancora attualissimi.
L'unica che sembra averlo dimenticato (o non volerlo ricordare) è Donatella Versace, ancora salda sul trono: fa impazzire Riccardo Tisci, gli promette la successione, allunga lo scettro, ma poi ritira la mano. Un gioco che va avanti da tempo, ma intanto la corona rimane sulla testa biondo platino.

Mi rivolgo a te Riccardo: tieni duro, non mollare! Le mode sono cicliche, ma alcune sono passeggere. Prima o poi verrà il tuo turno.

6 commenti:

In Moda Veritas | Fashion with a bit of irony ♡

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