24 giugno 2014

Di Pitti ed altre disfatte

Cominciamo col dire che mi sono svegliata male malissimo terribilmente.
Il caffè di stamani non ha diminuito i livelli di acidità nel sangue o forse sto solo subendo gli effetti di anni di punture di zanzare.
Fatto sta che vi state per sorbire - o forse no, vedete voi - un post al vetriolo su Pitti, di quelli che sotto sotto piacciono a tutti.
Già vi vedo con i popcorn in una mano, l’acqua detox nell'altra e gli occhi bramosi sullo schermo del computer. Va bene anche se siete in metro con le birkenstock e le ascelle pezzate! Concedetemi almeno 5 minuti di celebrità (non ne pretendo 15!), più che altro perché 5 minuti per leggere questo post servono.

Non mi ero fatta film o aspettative su questo Pitti.
Dopo tre edizioni, ero pronta a vedere e ad aspettarmi di tutto. Non ho fatto volutamente piani, ho evitato caldamente il primo giorno, felice come una bambina perché finalmente quest’anno ci sarei andata con la mia migliore amica Eleonora.
C’è chi si esalta pensando su quante testate finirà la sua foto perché a questo giro ha costruito un outfit amazing, io mi esalto perché posso condividere un amore sconfinato (quello per la moda!) con la persona che mi conosce meglio.
Sono barbosa e banale, lo so, ma che vi aspettavate? Mica sono un’influencer!

Ore 12 circa arriviamo alla Fortezza da Basso, in barba a voi che vi siete svegliati all’alba per stalkerare più fotografi possibile. Mi avvio al desk per ritirare il mio pass e la tizia è scazzata ancor prima che apra bocca.
Figlia mia che colpa ne ho se quest’anno l’amministrazione se ne è infischiata di procurarti il triplo del lavoro pur di risparmiare su francobolli e buste?
“Che vuoi?” “Ehm..devo ritirare il mio pass! Sono già accreditata alla manifestazione!” “Nome?” “Greta Miliani?” - scandisco bene, pregando che non mi abbiano ribattezzata Milani come al solito causandomi problemi -. “Miliani…ah, sei blogger?” “Sì!” "Mmm...un attimo."
Spero vivamente di essermi immaginata la faccia schifata e satura della tizia solo nella mia testa. Prendo il mio pass - dato senza troppo entusiasmo - e raggiungo la mia migliore amica, che si sta accreditando come nuovo visitatore/buyer.
Un altro clima: gente cordiale, sorridente e zelante. In trenta secondi la accreditano, le chiedono se vuole la mappa della fiera e le regalano la guida della manifestazione. Un caffè magari... Noi blogger siamo così repellenti? No dai, è stato un caso. Andrà meglio dentro!

Entriamo e c’è un attimo di panico: siccome io sono stronza blogger e lei buyer, io devo passare dai tornelli sfigati, mentre lei dal passaggio figo. Uno steward me la porta via, ci perdiamo per qualche minuto, ci telefoniamo disperate, la mia faccia è quella di Dawson Leery in lacrime quando Joey gli dice che preferisce Pacey  - una roba brutta -, ma poi ci ritroviamo, felici e stremate.
Andiamo nella piazzetta centrale: i ragazzi del muretto sono già tutti lì, appollaiati in bella vista: c’è chi finge di controllare le e-mail, chi di parlare al telefono, chi studia mille modi diversi per fare la rovescia ai pantaloni, chi si assicura che i vicini non abbiano copiato la combo pochette a pois + birkenstock zebrata, chi cercando di attirare l’attenzione di Tommy Ton fa piroette tipo gli ippopotami di Fantasia e quelli che “Oddio carissimo ciaoooo! Non ci vediamo da una vita! Ti ricordi? L’ultima volta è stato proprio qui, a gennaio, stesso posto stessa ora”. Sì, perché loro escono solo quando c'è Pitti, tipo i vampiri che non escono finché non cala la notte.

Li guardo e il disappunto cresce in me: il posto è il solito, la barba e il cappello sono i soliti, l'outfit è il solito. Ad essere cambiate sono solo le temperature. Ma che vuoi che sia portare un completo sartoriale, con tanto di gilet, cravatta e mocassino con 30°?
Chiariamoci: a me la routine dà un certo senso di sicurezza. Ho le stesse abitudini da anni e al solo pensiero di stravolgerle, mi prende male, però con la moda, con i vestiti, è tutta un'altra storia.
Ok, Pitti è celebre per gli uomini dandy, i completi sartoriali, i calzini cool abbinati a cravatte e pochette da taschino e a me, vi dirò, questo stile piace e anche parecchio. Potremmo quasi azzardare che l'uomo-Pitti è il mio uomo ideale in tutto e per tutto (estetica e abbigliamento), poco importa se poi mi ritrovo a sbavare su tipini come Rick Genest, James Edward Quaintance e Bradley Soileau.
Solo che in quel momento il mio cervello si è rifiutato: penso a me che, nonostante la gonna che mi permette l'areazione delle gambe e il top sbracciato, sto sudando come un porco (poco bello da vedere in una donna), mentre questi se ne stanno impassibili vestiti di strati di paisley e jaquard.
È un po' come quelle tipe che girano con le gambe livide a Milano d'inverno "perché anche se ci sono 0 gradi, le calze sono unfashion, specialmente durante la Fashion Week."
Fisso gli uomini seduti sul muretto, sforzandomi di ammirare il modo stoico con cui restano intatti, non si sciolgono e non sudano (forse Geox ora brevetta anche pelle umana traspirante, deve essermi sfuggito!), ma per quanto mi impegni, il mio pensiero va alla giungla di funghi che si sta formando dentro le loro scarpe. Se cerco meglio, mi sa che trovo anche i Puffi.

Tutti questi pensieri durano giusto il tempo di salutare alcuni cari amici e mi dirigo nel padiglione di Pitti W, perché a me fondamentalmente interessano le collezioni donna.
Io e la mia amica ci avviciniamo agli stand che catturano la nostra attenzione, ci perdiamo in (sinceri) “awwww” “woooow” ohhhh” e vediamo mille sorrisi. Mi convinco che l’episodio all’ingresso accrediti sia stato un caso isolato, probabilmente la tipa era davvero scazzata per motivi suoi.
Poi i pr si avvicinano ed è un interminabile dejà vu: “Cosa siete?” “Siamo blogger!” “Ah…” “Complimenti per la collezione, è stupenda!” “Grazie.” “Possiamo fare foto?” “No, siete blogger..l’azienda/il mio capo non lo permette!”.
Le motivazioni dei pochi che acconsentono a farci scattare, se possibile, feriscono ancora più dei no: “Fatele le foto e mi raccomando fatemelo il post! Già che voi fashion blogger siete abbastanza inutili…”
Lasciate perdere colori di Pantone e pattern cool: il vero trend per la prossima stagione è “Schifa il blogger!”
All’ennesima pr che ci accoglie con “Cosa siete?” (cosa siete? Esseri umani? Prontooo!) sto per sbottare. Fisso la pr: il silenzio è denso e il disagio si taglia con coltelli, asce e accette. Leggo nei suoi occhi 'Ti prego non dire blogger!' e io vedo la sua testa tramutarsi in una bomba a orologeria come nei cartoni animati.
Poi alla mia migliore amica viene l’ideona che svolta la giornata: “Entrambe abbiamo un blog, ma lei lavora anche per un negozio!”
Parola magica: negozio. Neanche un Apriti, sesamo! avrebbe funzionato meglio. Vedo i nervi della pr sciogliersi, i muscoli distendersi, il sorriso addolcirsi e la ruga sulla fronte sparire.
Improvvisamente sono tutti disponibili a spiegare la collezione, certo che potete fare foto!, ci ritroviamo piene di bigliettini da visita, il loro zelo è da Nobel e quando proprio non si possono fare foto perché il boss è antipatico, c’è pure chi mi guarda con espressione del tipo “Se vuoi, per scusarmi, puoi schiacciarmi il mignolino del piede!”

Usciamo dal padiglione di Pitti W, che neanche la disfatta di Caporetto, con un pensiero fisso: cibo. Padiglione centrale – panino no aiuto – gelato yay!
Dico solo: yogurt e lime. Uno dei gusti più buoni che abbia mai mangiato. Le papille gustative ballavano probabilmente al ritmo della canzoncina del Pitti pink pong (che io non ho sentito, ma voi mi assicurate fosse tremenda, di quelle che entrano in testa e ci restano troppo!). Se non fosse stato per la fila chilometrica, probabilmente mi sarei concessa il bis.
Il pomeriggio è volato: lo abbiamo concesso ai giovani designer, solo a quelli che ci piacevano ed erano disponibili. Tutti gli altri depennati.
Ok, In Moda Veritas non sarà Vogue.it, ma comunque il mio lavoro lo svolgo con professionalità. Se tu mi ritieni abbastanza repellente da rifiutarmi, io posso essere abbastanza snob da pensare: Nessuna disponibilità? Bene, niente post! Se puoi sopravvivere tu, io di certo posso vivere ancora meglio!
A mali estremi, estremi vaffanculo.

Il caldo estenuante mi convince a concedermi un ghiacciolo alla menta. Mentre tento - invano - di essere più veloce del ghiacciolo (che con 30° proprio non voleva saperne di non sciogliersi!), mi soffermo a guardare i ragazzi del muretto, sempre lì, perfetti alle 17 come alle 9 del mattino, e penso a questo strano Pitti.
Il problema del famoso fashion circus descritto da Suzy Menkes non siamo noi blogger, che veniamo schifati come lebbrosi per colpa di qualche stra-top-chiteseincula influencer e della sua schiera di bloggerini wannabe-top. Il problema sono giornalisti, dj, socialite e per lo più la gente annoiata che vive la moda solo ed esclusivamente come un momento per farsi scattare una foto, quasi che da quell'immagine divulgata online dipendesse la loro vita o chissà quale destino del mondo.
Di vero, di spontaneo, di passionale è rimasto ben poco: Pitti era le celebrazione della moda, ora è 1, 10, 100 uomini inamidati che danno appuntamento a 1, 10, 100 fotografi al solito posto per la solita foto. Personaggi contenti, fotografi pagati e gallery delle riviste traboccanti di foto. Stessi soggetti e stessi look, però ci sono e questo basta. Almeno a loro.
Pitti è un po' come la Milano Fashion Week, insomma. Tutto il mondo è paese. Aiuto.

Io, nonostante le mani appiccicaticce e la bocca impiastricciata di ghiacciolo, con le caviglie gonfie, il trucco colato e l'outfit normale, penso di aver dimostrato e mantenuto una dignità umana e un’integrità professionale. Se gli altri vogliono continuare a schifare la parola con la B, facciano pure. Il problema è il generalizzare senza cognizione di causa, non i blogger. Capiamolo una volta per tutte!
Da questo Pitti ho imparato che l’abito non sempre fa il monaco, ma spesso è così e se noti l’abito, ma non chi lo indossa, vuol dire che c’è ben poco da vedere.

Voi tenetevi i vostri mocassini e le vostre micosi. Io mi tengo un’esperienza e la mia migliore amica.

P.S. ovviamente e per fortuna ci sono state piacevoli eccezioni. Di queste leggerete sul blog. Gli altri erano così preoccupati che potessi copiargli la collezione da non accorgersi che io, guardinga, col cervello che girava a mille, stavo pensando a chi si erano “liberamente ispirati”. Se non altro vi hanno risparmiato un susseguirsi di “Già visto, già fatto, già pensato!”. Ringraziateli!


all pictures are taken on Google and are property of Fashion Wire Press & Style Magazine


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28 commenti:

  1. Che dire, una disamina assolutamente perfetta...e decisamente divertente!
    Questo Pitti me lo sono per fortuna/purtroppo persa...ma so bene che è proprio così!
    Un bacio
    Lucia
    www.legallychic.org

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  2. Credo di averci messo più di 5 minuti a leggere questo post perché me lo sono goduto. Al Pitti non ci sono mai stata perché sono talmente snob con la questione ranking e altre cavolate che per me possono anche tenersi la loro manifestazione. In qualche modo devono fare una cernita, lo capisco, ma se hanno il tempo di andare a controllare il ranking, potrebbero trovare anche il tempo di aprire il link e "nasare" se ci sia qualità o meno.
    A parte questo, leggendoti mi confermi che l'atteggiamento snob in generale rispetto a quelli che iniziano per b - come dici tu - si allarghi a macchia d'olio fino ad arrivare agli espositori; cosa che - grazie al cielo - succede molto raramente al White Milano per esempio. Fosse che a Firenze gli fanno un briefing iniziale su chi schifare per partito preso e chi no?
    Ma chi se ne frega cara Greta... io intanto leggo te e non vedrò mai loro (gli snob) che giustamente non sono stati minimamente presi in considerazione nel tuo spazio... peggio per loro. ;)
    Le Stanze Della Moda

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  3. Sei geniale.

    xo
    http://onemoreaddictioninmyworld.blogspot.it

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  4. questi uomini sembrano usciti dal carnevale di New Orleans... ma lo sanno?!
    anch'io non capisco come certe persone evitino accuratamente di sudare o anche solo di avere caldo in estate, ma sono umano?! per me invece diventa già impossibile entrare in un paio di jeans fino a novembre inoltrato...
    purtroppo o per fortuna per una parte di mondo il termine "blogger" non vuol dire granché... un giorno rientrarà a pieno titolo nella categoria: "i più grandi sfruttati della storia" ma è ancora presto per capirlo e essere capite..

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  5. Ajajajai signora Longari, anche lei mi cade sul qualunquismo del post critica pieno di luoghi comuni di Pitti. Che peccato!

    Comunque, riguardo gli accrediti, io ho visto anche fotografi e giornaliste, anche di testate importanti, essere trattate nello stesso modo. Quindi il problema non è il blogger ma proprio quella cassa accrediti. Anche perchè credo che per accreditarsi come buyer ecc bisogna pagare, e quindi sono tutti contenti!

    Riguardo i tornelli, il nostro posto è quello a destra appena entrati. Proprio quello dei tornelli fighi. Quello che ti porta direttamente, se vuoi, alla sala stampa. Dove tu puoi accedere, ma ad esempio la tua amica buyer no. Su questo ci trattano davvero bene. Pitti.

    Riguardo il tema caldo, è una cosa che mi ha chiesto anche un tizio che voleva fare polemica di non so che sito su non so quale TG. Io il secondo giorno ero vestito di nero. Sì il nero attira calore, ma perchè d'estate il nero non si mette solo perchè fa caldo? E soprattutto, siccome fa caldo, allora bisogna essere solo in canotta e non in veste sartoriale? Mi sembra un ragionamento un po' troppo semplicistico. Anche perchè tutti a lamentarsi del maltempo e poi appena arriva un po' di sole, che fai, ti vai a nascondere tipo vampiri? Esce il sole e io mi metto al sole. Non amo il sole ma sinceramente preferisco stare al caldo che non dovermi coprire con un ombrello mentre tira una bufera di vento. E' tutta una questione di sudorazione poi. E questo vale anche per le scarpe, anche perchè i funghi li fai se le scarpe sono invernali e io ho visto molte belle scarpe SS.

    Ma poi ... la storia che un outfit è spontaneo: andiamo, ma la moda non è mai stata spontanea! Se fosse spontanea non sarebbe professionale e tutti potrebbero farla, parlarne, dirla e viverla. Idea che i blog hanno perpetuato ma, non è ovviamente così. L'idea del "prendo la prima cosa dall'armadio" è proprio l'antitesi della moda. Siamo seri su certi argomenti.

    Che dirti Greta, mi è piaciuta molto la tua frase: il problema è generalizzare senza cognizione di causa. E mi dispiace dirlo, ma qui ho letto un po' di generalizzazione senza cognizione di causa. Mi dispiace un po' ma vabbè, la tendenza a criticare sta diventando più uno status per farsi leggere che non una reale necessità. Hai fatto bene a denunciare l'atteggiamento degli stand, anche se comunque (se ci pensi) a noi dovrebbero essere dedicate delle giornate apposta nei "press day", però a parte questo come su un altro famoso blog ho letto le solite critiche un po' hipster per gente che si sente snob. Peccato.

    Comunque, baci. Mi dispiace non esserci visti.

    www.guyoverboard.com


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    1. A me andava di dire la mia, come sempre. Non mi interessa essere simpatica o riscuotere consensi (altrimenti non avrei fatto e non farei certi articoli).
      Che sono snob, è risaputo, ma in certi casi è l'unica via.
      Sulla spontaneità della moda non sono d'accordo: il farsi foto-outfit è un trip di cui siamo tutti vittime da una decina di anni a questa parte. Non c'entra molto con editoriali di riviste di moda ecc..

      Quanto ai look in sé, sbaglierò sicuramente, ma dubito che la gente in completo e mocassino stesse al fresco. A me piace il nero, anche d'estate (ma a quanto pare la moda non la pensa così, visto che ieri ho cercato una maglietta nera in 10 negozi e non l'ho trovata) e ho visto il tuo look...era estivo, non invernale. A me è piaciuto, per dire.

      Io ho raccontato ciò che mi è successo nel corso della giornata. Sono rimasta molto male. Mi sono sentita derisa, poco apprezzata e pure maltrattata e questo succede perché l'idea del blogger è in realtà un'assimilazione di uno stereotipo che non ha senso. Da sempre esistono tante categorie diverse eppure si tende a ricondurre (e a ridurre) tutto al solito tipo.
      In tutta sincerità non ho letto ancora altri post tipo il mio. Ho letto solo "figo Pitti". A ben vedere, allora, tutti generalizziamo sempre nella vita: chi dice tutto bello sempre e comunque e chi dice tutto brutto sempre e comunque.
      Io dico bello quando qualcosa mi piace e non ho problemi a dire brutto quando non è così. Motivo per cui sto sulle palle a tanti ahahahahah
      Se tu mi dici così, forse sarò ingenua, ma tendo a pensare che se tutti abbiamo avuto le stesse idee perché tutti siamo stati trattati allo stesso modo: se 10 persone dicono che i blogger sono stati trattati male, forse non sono snob o criticoni per forza. Forse è successo realmente.
      Io ho comunque sottolineato che ci sono state le eccezioni e di quelle parlerò perché quelle hanno reso il Pitti un'esperienza da ricordare, oltre a Eleonora.

      Che poi sia banale che io dica "oddio estate + gente vestita di tutto punto = orrore", non è perché voglio seguire il gregge, ma semplicemente perché sono stata cresciuta in modo semplice e noioso: d'estate sbracciati e d'inverno coperti. Probabilmente è un mio limite, ma non mi vedrete mai col maglione e i calzini a giugno o senza calze a dicembre. Il problema non sono i luoghi comuni ma il mio 'gusto', che sicuramente non è fashion e cozza col Pitti :)

      Comunque anch'io son rimasta molto male di non averti incrociato. A questo giro tutta la gente che volevo vedere non l'ho incontrata. Temevo vi avessero portati via con un rastrellamento anti-blogger ahahahah
      Bacio!

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    2. Rispetto all'ultima parte, sinceramente da una persona che ama la moda, che scrive su un blog di moda mi aspetto un discorso diverso da "estate = sbracciati". Altrimenti non potresti apprezzare, conoscere e giudicare tante collezioni estive in cui per forza non si è sbracciati. Quindi capisco che possa essere un limite, però non è corretto che un proprio limite diventi un modo per giudicare le altre persone. Pensa a quelli che credono che due uomini non possano sposarsi: è un proprio limite, però questo non può permettere loro di giudicare negativamente due uomini che stanno insieme. Quindi il problema non è il gusto ma non rendersi conto di come scrivere certe cose rafforzi dei luoghi comuni che tutti sono bravi a scrivere per farsi due risate. Bisognerebbe scrivere, come ti dicevo fin dall'inizio, con cognizione di causa. Dire semplicemente "quello è lì per farsi vedere, quello lì sente caldo" è un giudizio che sanno fare tutti .. ma tu ci sei andata da quelli? Hai una cognizione di causa per dire questo? Lì in mezzo c'erano, fermi immobili sotto al sole, fotografi, giornalisti, editori, stylist ... capisci perchè diventa allora un luogo comune generalizzare senza cognizione di causa?

      Tutto questo per dirti che sinceramente un post del genere (a parte le parti in cui hai parlato con cognizioni di causa degli stand) me l'aspetto da una con poco cervello che per farsi leggere deve sparare a zero su tutto. Non su una che, come te, cerca di conoscere la moda.

      Un abbraccio. (scusa ho dovuto spezzare il post in due)

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    3. Greta, ma chi vuole essere letto e sentirsi dire che scrive di merda? Tutti scriviamo sperando di riscuotere dei consensi il più positivi possibili, ma esistono varie metodologie per farlo. E questo non credo sia quello adatto A TE, soprattutto in questa forma così "snob". Che non vuol dire che tu SIA snob, ma che stai scrivendo da snob per dare un certo effetto nei confronti del lettore. Che è diverso. Per quanto uno possa metterci se stesso nella scrittura, ogni riferimento dai contenuti esula dalla persona. Altrimenti quelli che scrivono gialli dovrebbero essere dei serial killer.

      Poi scusami, ma tanto l'editoriale quanto le foto-outfit sono costruite. Qualsiasi outfit è pensato. E' pensato nei colori, negli accostamenti, rispetto al contesto. Se non ci fosse tutto questo dietro non sarebbe moda, sarebbe semplicemente COPRIRSI e APPARIRE, che è proprio il contrario del senso stesso di moda. La moda è pensata: se non è pensata è qualcosa di "futile", che è proprio quello che non capiscono coloro che non sono appassionati di moda, che pensano sia solo involucro e non ci sia un pensiero. Non cadere in questo tranello.

      Parlare di sudore e di completo indossati è solo un giudizio. Perchè tu non stai dicendo che il completo fosse sbagliato, se c'era un accostamento di colori sbagliato, se i materiali non si combinavano bene da loro. Non stai "pensando". Stai dicendo che le persone siccome era vestite in un certo modo sudavano. Ma tu non sai come reagisce il loro corpo, quindi perchè non dovevano vestirsi in quel modo? E' una cosa che non porta a nessun ragionamento se non a scatenare le risate. Ma non è una critica data con giudizio. Ecco perchè quando dici che dubiti che la gente in moccasino e completo stesse al fresco non stai portando a nessuna conclusione. Perchè lo stare fresco è una cosa corporale e su questo non ci si può in alcun modo confrontare. Diverso è rendersi conto se il completo a pois era bello o brutto, adatto alla situazione, ecc. Riguardo gli altri post tipo il tuo, ovviamente c'è una persona ben nota che ogni anno fa questo tipo di post e che in generale usa la sua scrittura per mettere in piazza sempre gli stessi luoghi comuni. E' errato generalizzare, come tu intendi, sia in positivo che in negativo. Bisogna essere onesti. Ma il problema è come hai scritto tu non avere COGNIZIONE DI CAUSA. E dire che uno sente caldo col completo non è generalizzare senza cognizione di causa? Diverso è ad esempio parlare di come ti hanno trattata negli stand: lì parli con cognizione di causa, perchè hai delle prove concrete e tangibili di ciò che è successo. E lo fai strappando anche un sorriso. E questo è giusto. Ma appunto stai parlando con cognizione di causa e anche se stai generalizzando sugli stand (perchè non tutti hanno fatto con i blogger ciò che è successo) però lo stai facendo con delle PROVE.

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  6. Interessante punto di vista, chi snobba i fashion blogger evidentemente legge o guarda (c'è poco da leggere in molti casi) i blog sbagliati. C'è molta gente che merita di essere apprezzata per il lavoro che fa. Ma quì apriamo un capitolo a parte...
    Io non ci sono andata, ma l'anno prossimo lo farò per valutare la manifestazione e potermi fare un'idea personale.

    un saluto!

    Roberta
    Visual Fashionist
    Style Factor

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  7. Ho letto tutto il post, anche se molte cose le sapevo già visto che ho passato la giornata con voi..
    Io penso che in generale l'atteggiamento che ha la maggior parte della gente che lavora nel mondo della moda (parlo di questo mondo perché ho esperienza qui, ma può essere che sia così ovunque), sia di poco rispetto delle persone, di scarsa educazione. Sinceramente si penso che molti uomini che stanno su quel muretto lo facciano solo per essere fotografati, ma tante volte un completo estivo tiene meno caldo di una t-shirt..
    Per quanto riguarda gli stand si, ora credo ci sia un atteggiamento che decrebbe cambiare, non parlo di tutti ovviamente, ho trovato anche molti pr disponibili e gentili. Il problema foto vabbè, ognuno pensa di aver scoperto l'acqua calda anche se poi magari produce borse di plastica che sono uguali alla Boy o alla 2.55, ma su quello pace, soprassiedo..ma è in generale il tono e lo sguardo di certi pr che mi fa sentire mortificata..poi penso che non ho fatto nulla di male, ho solo chiesto un'informazione su un prodotto che trovo bello e del quale vorrei parlare sul mio blog, tra l'altro senza chiedere nulla in cambio visto che io scrivo liberamente di ciò che mi piace e non mi pare di aver mai presentato il conto a nessuno a fine Pitti.
    Non so di chi possa essere "colpa", ma si spesso i blogger sono considerati feccia..io non mi sento tale, cerco di fare le cose seriamente e, nonostante la mia scarsa fiducia in me stessa, so di non meritare (io come praticamente tutti voi blogger che conosco) trattamenti di serie B, C, D, E..semplicemente perché a me hanno insegnato che le persone vanno trattate tutte allo stesso modo e non esiste nessun individua superiore ad un altro..
    Bhè almeno un lato positivo l'hai avuto, hai fatto il tuo primo Pitti con Eleonora!

    XOXO

    Cami

    Paillettes&Champagne

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    1. Infatti penso assolutamente che editoriali (così come gli outfit) siano assolutamente costruiti, non sto dicendo il contrario. Mi ci metto per prima: non sono una che si tuffa nell'armadio per riapparire vestita a caso. Può piacere o meno come mi vesto e abbino le cose, ma io ci ragiono meticolosamente. Anzi, forse son troppo fissata con la storia dei colori, degli abbinamenti, delle proporzioni, che a volte mi perdo il bello, la parte giocosa della cosa, che ad esempio a te (con cui sto parlando) invece riesce...non la perdi mai. Almeno io, quando ti vedo, penso "si è divertito a creare il look" e questo è pregio.
      Il mio discorso di differenziare post-outfit e editoriali di moda è che le riviste scelgono determinati capi per proporre trend. Poi che gli stilisti paghino per apparire sulla rivista (e dunque vendere) o che la rivista ritenga che il trend zebra+fiori sia cool, quando magari a me e te fa schifo, è un discorso a parte.
      La parte di gente che fa outfit eccentrici e si posiziona tatticamente, lo fa perché pensa "più sono strano e più ho possibilità di apparire sulla gallery di Elle UK".
      Tu, io e per fortuna gran parte della gente che conosco che costruisce e posta outfit (e magari finisce anche online perché colpisce), li condividiamo per condividere un nostro stile, un nostro pensiero sulla moda, un modo di interpretare una tendenza.
      Magari il finale è il solito, siamo tutti un po' egocentrici e ci fa piacere apparire, ma noi lo facciamo perché abbiamo un'idea della moda (spesso messa in secondo piano), gli altri lo fanno solo per la gloria...che poi ti immagini che gloria?
      Spero di non sembrare presuntuosa a metterti al pari mio e di miei/nostri amici con comunione di intenti, ma sappi che lo faccio intendendolo come complimento e non solo per dire: siamo ganzi solo noi.

      Quanto al discorso dei completi, vestiti bene secondo il mio gusto ce n'erano ben pochi. Tanti di quelli che vedi nelle foto di questo post per me erano ridicoli, tanto per dire. Non metto in dubbio che tanti si vestano così di norma (non ho chiesto, quindi non posso sapere e mi guardo bene da accusarli di averlo fatto appositamente), ma di sicuro c'è qualcuno che ha costruito il personaggio solo per essere notato. E lo dico perché nel settore ci sono da oltre 3 anni, ho parlato con tanta umanità differente, ho avuto esperienze pratiche e quindi posso parlare con cognizione di causa.
      Poi ti ripeto: sarò limitata ma la moda (o almeno parte del concetto di "moda") è anche stagionalità: se nel nostro immaginario certi capi sono estivi e altri no, un motivo c'è. Diciamo che alcuni a Pitti erano vestiti bene, altri secondo me fuori luogo. Non sto a sindacare sul pattern o l'abbinamento (concordiamo che sono gusti e quindi ognuno ha i suoi). Dico solo che mi fare ridere vedere alcuni soggetti vestiti NELLO STESSO MODA sia a gennaio che a giugno. Tutto lì. Poi sicuramente alcuni mocassini erano estivi, così come certi completi sartoriali erano in lino e altri tessuti 'freschi' e pienamente adatti al periodo estivo.
      Diciamo che forse ho visto troppa moda e poco stile. Ecco, forse sono amareggiata di questo.

      Concludo sugli stand precisando che a mia volta ho precisato che ci sono state le eccezioni, quindi non ho generalizzato. Ho semplicemente scelto di parlare in questa sede di quelli che si sono comportati in un modo e parlerò più avanti di quelli che son stati disponibili :)

      Per il resto mi trovi sempre d'accordo e sai che apprezzo la possibilità di scambio con te!

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    2. Scusa Greta, però dal tuo discorso pare che l'eccentricità sia per forza sinonimo di "finto per farsi fotografare". Ed è questo che non capisco. Anche in questo caso vorrei parlare con cognizione di causa: sei sicura che tutti quelli di cui tu stessa hai messo le foto nella realtà non siano persone estrose che amano gli abiti eccentrici? Che vestono così non dico quotidianamente, ma che comunque quello rappresenti il loro stile? Quello non può essere il loro intento, di condividere la loro idea di moda eccentrica? E soprattutto, se Elle UK li mette nella sua galleria, secondo te vuol dire che si sono vestiti di merda? Cioè se si sono vestiti bene, e il loro esserci è comunque uno "statement" d'intenti, un mostrare un'idea di outfit, questo dev'essere per forza "solo gloria"?

      Detto questo, non ti viene appunto il dubbio che il fatto che certi capi estivi lo siano ed altri no, il motivo è proprio il "luogo comune", che è proprio il contrario di un concetto di moda più eccentrico? Se ragioni in questo modo vedi solo un lato della moda, e non lo visioni in modo completo. Inoltre è proprio questo che non capisco: perchè non parlare di pattern e abbinamenti?! Lì non è una questione di gusti, è una questione di scelte stilistiche. E' proprio su questo che si può confrontare e si può dare un giudizio. Non sul fatto che uno sudi con un completo: su questo cosa c'è da confrontarsi? Cosa c'è da dire?

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    3. No chiariamo: io apprezzo l'eccentricità e l'estro. Ad esempio stimavo Anna Piaggi. Io non avrei il coraggio di osare tanto e invidio chi ci riesce. Per me è da ammirare.
      Quando però l'eccentricità scade nella carnevalata, non mi trovi d'accordo.
      Io non ce l'ho con chi si veste in modo diciamo "particolare" o vistoso o sopra le righe (passami i termini). Io ce l'ho con chi si traveste.
      Ho amici che sono diciamo hipster da prima che fosse di moda per motivazioni socio-politico-culturali.
      Io non mi vestirei mai come loro perché non è un'estetica che rientra nei miei canoni, ma apprezzo loro perché sono uguali a se stessi 365 giorni l'anno. Non sono quelli che si vestono hipster oggi perché va di moda e domani assomigliano a Oscar Wilde!
      Quindi viva la coerenza e con essa gli eccentrici che lo sono sempre, non quelli che lo fanno una volta all'anno.

      Ho scritto sopra e ribadisco che sono conscia che alcuni si siano travestiti per farsi fotografare, così come sono arci-sicura che alcuni si vestano così nel loro quotidiano. Distinguere gli uni dagli altri non è facile (a meno di chiederglielo), ma sappiamo tutti che ci sono entrambe le tipologie perché tutti abbiamo viaggiato, siamo stati eventi, abbiamo conosciuto persone di tutti i tipi.
      L'ho sempre specificato, così come ho specificato che non tutti gli espositori si sono comportati ugualmente e che il Pitti ha avuto aspetti positivi e non. Quindi non capisco perché mi si continui a dire che ho generalizzato.
      Infine, anche se mi pare ovvio a sto punto, oltre a non avercela con chi si veste così, non ce l'ho manco chi sta nella piazzetta. Ognuno ha la sacrosanta libertà di fare e vestirsi come vuole. Io per prima mi sono seduta sul muretto a gennaio perché mi facevano male ai piedi e qualcuno mi ha pure fatto la foto.
      Io c'ero perché stanca, con tanto di pellicciotto e calze pesanti. Non ero lì vestita in un modo diverso dal mio solito solo per farmi fotografare...il concetto mi pare chiaro. Non so come spiegarlo ulteriormente.

      Quanto a Elle Uk, ho detto Elle UK, ma va bene se cambi nome con Harper's Bazaar, Vogue, Tommy Tom, Catching Instants, The Sartorialist e via dicendo.
      Alcune foto nelle gallery ci sono perché i look sono belli e d'ispirazione. Altri ci sono perché indossati da personaggi che fanno parlare - quindi portano visite - quindi fanno vendere.
      Anna Dello Russo è nelle gallery perché è un personaggio, non perché ha creato outfit all'avanguardia (visto che indossa i total look visti sulle passerelle).
      Se ritieni che TUTTI quelli che vengono fotografati lo siano perché ben vestiti (qualunque sia il loro nome/ lavoro/ faccia) e che TUTTI quelli che fotografano lo fanno seguendo un gusto personale che prescinde da logiche di business, allora tu mi pecchi di ingenuità, ma per quel poco che ti conosco, ti reputo sveglio e quindi non penso sia questo il caso.

      Concludo dicendo che la battuta delle scarpe coi funghi era per sdrammatizzare e ridere. Uno poteva anche non ridere, non c'era l'obbligo, però dirmi che parlo senza cognizione di causa mi fa sorridere. Le All Star sono scarpe di tela estive, ma prova a metterle un giorno intero senza calzini e dimmi se i piedi ti profumano di muschio bianco. Suvvia.

      - ovviamente dico tutto nella massima serenità e interesse al confronto. Specifico sempre per evitare incomprensioni evitabili! - baci

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    4. Greta, ma cos'è la carnevalata e il travestitismo? Nel senso, nessuno in quella piazzetta si è messo una mutanda in testa, o una spallina di piume (cosa che invece ho visto al party di LuisaViaRoma). Sono state indossate tutte cose realizzate comunque da brand ... quindi dov'è la carnevalata? Questo non lo riesco a capire. Sono cose eccentriche, e ci sta, di certo non dico che molti di quelli fotografati sono minimali ... ma perchè ogni cosa eccentrica è sempre carnevalata? Cos'è la carnevalata: spiega. Io nelle foto che hai messo non vedo niente di "carnevale". Vedo ad esempio un signore con un gessato e una calza colorata ... questo è Carnevale?

      Infine, scusami, ma perchè io dovrei peccare d'ingenuità se alla fine quello che vedo sono persone vestite bene nel loro modo eccentrico? Soprattutto se non ho la certezza che non siano vestiti sempre così, come non ce l'hai tu? Ecco perchè parlo di generalizzare: perchè non stai vedendo ciò che c'è, non stai giudicando il look, stai giudcando l'INTENZIONE, di cui però non hai cognizione di causa perchè non conosci le intenzioni di quelli sopra. Magari anche loro erano lì a sedersi perchè erano stanchi, magari erano lì in una pausa, magari erano lì perchè avevano un appuntamento, magari erano lì per farsi fotografare ma stavano comunque lavorando. E' questo che trovo generalizzante e che quindi trovo poco stimolante nel confrontarsi, perchè non c'è niente da confrontarsi su un intenzione che non si conosce. Bisognerebbe parlare invece della moda, e quindi bisognerebbe dire se quello che indossano è appropriato, è usato bene. Queste sono cose cu sui confrontarsi: come confrontarsi su intenzioni che non si conoscono?

      Capisco che la battuta con le scarpe coi funghi era per sdrammatizzare, però la frase lascia intendere altro. Lascia intendere che le persone siano lì vestite in modo non giusto pur di farsi vedere. Eppure, quelle scarpe, non erano scarpe invernali messe apposta per farsi notare. Quasi tutte erano della collezione SS. Tutte quelle che hai messo in questo post non sono invernali. Ci sta che uno voglia scrivere delle cose per far ridere, però non credo che tu nella vita voglia fare la comica. E ad esempio, esistono i "pedalini" e chi te lo dice che chi indossasse le Converse non ce le avesse? Anche perchè erano Converse alte quindi chi dice che non avevano i calzini corti? Oltre al fatto che essendo appunto di tela, le Converse sono proprio adatte all'estate. D'inverno penetra il freddo e se piove anche l'acqua. Quindi voglio dire anche questo esempio dimostra che stai generalizzando senza cognizione di causa. Oltre al fatto che si sa che la sudorazione del piede non è generalizzata, altrimenti a tutti puzzerebbero i piedi!

      ps: ovviamente dico anche io questo nella massima serenità e interesse nel confronto, soprattutto perchè trovo che questo approccio "comico" senza indagare per bene tutti i fattori del caso sia tipico solo di chi vuole "farsi leggere".

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    5. Delle foto che ho inserito e che ho scelto non a caso, me ne piacciono giusto due o tre.
      Non trovo eleganza nel trio a pois, non capisco il gessato o il total look azzurro, trovo semplicemente ridicolo quella specie di giubbotto antiproiettile (che dal vivo era spesso e rigido e pesante). Questi a mio gusto e parere sono look studiati per farsi notare (e fotografare).
      I signori con i completi di lino o neutri arricchiti da dettagli accattivanti, quelli sì che mi sono piaciuti.
      Il tipo col completo che sembra un'enorme tovaglia da pic nic l'ho incontrato varie volte nel corso della giornata e all'uscita, ogni volta che diceva "No dai le foto no!" e poi "No aspetta rifacciamola che il ciuffo era storto!"
      Cose che ho visto e sentito personalmente. E anche se non conosco i nomi, la provenienza o la mansione, potrei indicarti al prossimo Pitti esattamente tutte le persone che passano i 4 giorni della manifestazione impalati al solito posto.
      La conosco la gente che lavora. Una, due, tre telefonate ci stanno (io vivo al telefono). Le belle statuine nella piazzetta non è lavorare. La gente che lavora la riconosci perché corre trafelata e si incavola con chi sta in mezzo a far niente (vedi le polemiche sulla MMFW, servizi al tg, pure un reportage di Pif).
      Poi come tu dici che io non posso accusarli di essere lì solo per farsi fotografare perché non so e non ho chiesto, allo stesso modo tu non puoi affermare con certezza che fossero lì per lavorare. Non puoi sapere se ho ragione o torto, io idem.
      A me spiace solo che il discorso sui look degli uomini del Pitti era nel post solo una cornice per contestualizzare una situazione, una nota di colore per così dire, mentre il fulcro del post era tutt'altro, per giunta di 'denuncia' e avevo piacere che le persone che mi leggono e quelle che passano per caso, sapessero che oltre al "tutto figo e tutto bello", c'è altro.
      E per sfogarmi anche.

      In tutto ciò, mi spiace perché alla fine sei tu che, per un solo post, hai generalizzato mettendomi sul piano di una persona (mi hanno detto chi, ho letto il suo post e finalmente ho capito) che non stimo, non leggo, non seguo e con cui non trovo alcuna affinità. Io avevo commentato per sdrammatizzare e tu hai reso la cosa pesante e l'hai messa sul personale, quando mi pare che non ci sia alcun riferimento a te/ persone a te vicine nel mio articolo (e ora per qualche ragione mi viene il sospetto che il tuo accanimento sia dovuto a qualcosa che hai frainteso e preso sul personale, perché altrimenti il difendere così perfetti sconosciuti su una mia battuta puerile non me lo spiego).

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    6. Greta, giusto per farti notare quanto c'è di "luogo comune" in quello che dici: il "duo" a pois, come indicato sotto una foto che cercava di ritrarli per prenderli in giro su Instagram, sono due persone che hanno dei negozi e che come testimoniava la ragazza che ha commentato quella foto sono sempre in giro in quel modo. La ragazza infatti diceva "li ammiro perchè loro non sono andati a Pitti per fare circo, ma perchè realmente si vestono in quel modo e credono in quel modo di vestirsi, a partire dai negozi che gestiscono". Questo per farti capire che al di là del proprio gusto parlare di look studiati per farsi fotografare è un giudicare senza cognizione di causa, come ti ho detto fin dall'inizio. E' uno sparlottare fatto giusto per deridere perchè l'abbigliamento è eccentrico. Ma è un qualcosa che mi aspetto da chi non sa che dire della moda, non ha contenuti e quindi punta su certi mezzi per strappare un sorriso.

      Ad esempio, perchè la gente che lavora dovrebbe essere quella che corre trafelata? Uno che va lentamente a degli appuntamenti stabiliti e può permettersi di stare in piazzetta non lavora? Questo è nuovamente un luogo comune basato su dei criteri unilaterali che sono a loro volta un luogo comune. Come dire che solo il contadino lavora, perchè sgobba e suda, mentre il tizio che sta in ufficio al fresco con l'aria condizionata no.

      Ecco perchè quando ti dico che non puoi dire che stanno lì solo per fotografarsi: perchè non ti sei documentata. Io non lo so per certo, a parte quelli di cui ti posso parlare (come le due persone sopra), ma non sapendolo anche tu per certo deridendoli solo per il gusto di farlo stai danneggiando la tua stessa intelligenza e il tuo modo di scrivere, oltre che giudicare senza sapere. Perchè piuttosto che informarti stai puntando al facile sorriso.

      Il discorso look era parte del tuo post, non ho detto che fosse il tuo discorso centrale. Mai. Però, come ho messo in evidenza la lealtà di scrivere ciò che ti è successo negli stand, era giusto anche farti notare come questo lato così frivolo danneggiasse il post, soprattutto da una che ti ripeto non scrive tanto per. Tant'è che il fulcro centrale di denuncia del post non era scritto tanto per, ma avevi delle reali base per farlo.

      Concludo dicendo che non ti ho messo sullo stesso livello dell'altra persona. Soprattutto a livello personale, anche perchè non conosco bene entrambe. Anzi a te conosco meglio. Semplicemente ho trovato lo stesso atteggiamento di "poca cognizione di causa" in entrambi i casi e ho trovato che per entrambi i casi fosse sbagliato. Forse la differenza è che ti leggo sempre, quindi leggere certe cose mi dispiace perchè non trovo siano adatte alla tua intelligenza. Altrove, invece, possono continuare a fare quello che fanno sempre, tanto è un danno che si fanno da sole e a me non è che interessa.


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    7. Mi rendo conto di aver reso la cosa "pesante", ma il problema è che proprio la tendenza a sdrammatizzare crea molto spesso un pensiero dietro e quindi con la scusa di una cosa leggera si va più in là. Fare la singola battuta, facendo passare dei messaggi di cui non si hanno cognizioni di causa, diventa un modo inesatto di scrivere, di "informare" o semplicemente di raccontare. Personalmente non l'ho messa sul personale perchè non mi interessa questo. Difendo "sconosciuti" perchè credo sempre nell'onestà di ciò che si scrive, anche se non riguarda me. Bisogna sempre guardare l'altro punto di vista, perchè non farlo significa appunto giudicare senza conoscere.

      Anche per gli stand, io mi sono interrogato sul perchè lo facciano. E spesso mi sono anche soffermato a chiedere. Ed alcuni secondo me hanno ragione. Alcuni ad esempio spendono moltissimi soldi negli shooting degli oggetti e quindi non vogliono che vengano pubblicati i loro prodotti su una gruccia di uno stand. Questo ad esempio è una cosa che ad onor di cronaca sarebbe corretto dire, il che comunque non eliminerebbe la tua esperienza perchè tu hai vissuto quello. Però bisogna sempre guardare tutto dall'altro punto di vista, bisogna anche guardare il Pitti dal punto di chi viene fotografato in piazzetta. Per essere completi, per scrivere bene. Come credo tu faccia.

      Baci. <3

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    8. Io mi sono informata e ho chiesto in merito ai vari espositori. Le risposte ottenute sono state:
      1. il mio capo non vuole/ la politica aziendale non lo permette;
      2. abbiamo paura che il design del prodotto venga rubato.

      Nel primo caso, lo accetto, anche se una spiegazione in più sarebbe stata gradita. Mi sarei anche accontentata, come in alcuni casi, "siccome non ci teniamo ad essere pubblicizzati dai blogger, preferiamo di no". Fa male, ma comunque mi dai un motivo e lo accetto.

      Quanto al punto 2, se fosse venuto fuori il discorso rispetto a pattern mai visti e design originali, era legittimo, ma con le centinaia di foto che escono sulle riviste, con tutta la gente che fotografa di nascosto nonostante il divieto, o per il fatto ho un'ottima memoria fotografica, anche senza foto, volendo, utilizzando la cartella stampa potrei benissimo riprodurre il prodotto.
      Poi termino dicendo: la cosa che fa sorridere è che chi si è rifiutata è gente che proponeva prodotti liberamente ispirati (per non dire peggio) a prodotti ben più blasonati. Quindi chi vuoi che copi chi ha già copiato a sua volta? Oltretutto se ti dico che è per lavoro, dammi il beneficio del dubbio. Pace, sopravviverò!

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    9. Su questo punto del post, come ti avevo già detto, avevi espresso bene i tuoi dubbi basandoti sulle esperienze ricevute :)

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  9. Ho letto tutto il post e tutto d'un fiato, dall'inzio alla fine. Concordo con te e ti dirò di più, il problema serio in questo ultimo periodo è che non si guarda più alla professionalità di una persona, ma sono i numeri quelli che fanno la differenza (se poi sono falsi e gonfiati, chi se ne importa).
    Ci vorrebbe una rivoluzione del settore, ma io credo ancora alle favole... quindi chi sono per dire questo? ;)
    Daniela - The Fashion Kaos

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    1. Se tutti la pensassimo così e ci attivassimo realmente per modificare le cose, sono certa che il clima cambierebbe davvero. Per ora le nostre sono favole, ma potremmo pensare seriamente di renderle reali e concrete!

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  10. Anche se a tratti generalizzi io ti lovvo, snob forse a me piaci così. Mi piace la sincerità dei tuoi post e apprezzo questo tipo di post
    p.s. mi sono divertita un sacco a leggerlo!
    Smuack!!!!

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  11. Cara greta, questo post merita davvero! Ci sono tanti aspetti di Pitti che, con gli anni, hanno cominciato a stufarmi e tu li hai saputi individuare tutti! Spero in una ripresa di questi eventi di moda così importanti (pitti, fw, ecc) perché sempre la solita solfa 4 volte l'anno NON CE LA POSSO FARE.

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  12. adoro..ironica ma sempre sincera..in effetti sì, siete solo blogger xò citami nel post...questa me la sono sentita dire una marea di volte..
    apprezzo l'ecentricità ed il non uniformarsi alla massa ma a volte bisognerebbe darsi un'occhiata allo specchio prima di uscire di casa

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  13. Personalmente non ci sono mai stata al Pitti e l'idea di andarci così come alla MFW non m'ispira granchè :D Sapevo di questi aspetti leggendo in giro i vostri post e tu me ne hai ridato la conferma ... speriamo che si addolciscano e ci reputino come persone umane e non l'ultimo scalino della piramide. Che poi, non facciamo del male a nessuno...ancora HAHA

    Baci,
    Mia

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  14. Che senso ha accreditare i blogger per poi trattarli male o non considerarli nemmeno? Non trovo una spiegazione e devo dire che mi sarei trovata parecchio a disagio in una situazione simile. Bah, non ho parole, e in ogni caso non sei l'unica che ha riscontrato un atteggiamento simile!

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